Instagram e blog: binomio vincente?

Instagram blogger

Ci sono blogger che usano Instagram molto bene e Igers che decidono di aprire un blog. Ci sono blogger che sono presenti su tutti i maggiori social, ma riescono ad ottenere buoni risultati solo su alcuni di essi.

C’è chi ha un grande seguito su Instagram, chi su Facebook, chi su Twitter, ecc. Alcuni cercano di portare follower da una piattaforma all’altra, ma spesso con risultati mediocri.

Se la propria comunicazione si sposa particolarmente bene con uno strumento secondo me è inutile cercare di forzare le cose.

Ad ogni modo, sempre più spesso, blog e Instagram sono un binomio vincente, in particolare per quei blogger che si occupano di viaggi, moda, makeup o altre tematiche che si esprimono e raccontano particolarmente bene attraverso le immagini.

I blogger che si occupano di letteratura, ad esempio, spesso hanno belle soddisfazioni da Twitter (sarà un caso?).

Adam Kadmon

Come migliorare la vostra presenza su Instagram

Vi segnalo alcuni articoli molto carini che vi spiegano come migliorare la vostra presenza su Instagram e come unire le potenzialità di questo social, sempre più popolare, con quelle del vostro blog, così che insieme abbiano una forza comunicativa davvero dirompente.

Inizio con “Come ottenere successo con Instagram” post di Andrea Toxiri per impara-wordpress.eu

Come ottenere successo con Instagram

Altro contenuto molto interessante (e anche divertente) è “La scimmia per Instagram: adesso c’è SOLO Instagram” di Rudy Bandiera

La scimmia per Instagram: adesso c’è SOLO Instagram

Se cercate plugin per il vostro blog che vi permettano di visualizzarci le foto che condividete su Instagram in modo automatico, date un’occhiata a “Come aggiungere Instagram a WordPress” di WP Pratico.

Come aggiungere Instagram a WordPress

Se poi vorreste delle guide che vi aiutino a muovere i primi passi su Instagram vi ricordo che nel mio blog ho segnalato alcuni dei migliori libri sull’argomento, ecco il link dove li trovate.

YouTuber, Instagramer e simili, lavori o solo etichette provvisorie?

Una volta, alla domanda “che lavoro fai?“, o alla sua variante “di cosa ti occupi?”, si sentivano risposte del tipo, il muratore, il falegname, il medico, il pompiere, l’astronauta, il presidente del consiglio, oggi invece ci potremmo sentir rispondere “fashion blogger”, “YouTuber”, “Instagramer”, “Social Media qualcosa”. Dove abbiamo sbagliato, in quale punto delle linea temporale è stato calpestato un insetto innocente? Perché? Perché?

Scherzi a parte, in questo periodo ho, per mia scelta, non dei miei clienti, un po’ più di tempo libero, e quindi mi ritrovo a riflettere su varie cose, spesso interessanti, altre volte delle cavolate. Le cose interessanti le tengo per me, le stupidaggini le condivido scrivendoci dei post per questo blog. Questo post nasce così, da una riflessione, semi-seria (per così dire).

Il punto di partenza è, ma fare lo YouTuber, o l’Instagramer è un lavoro? Io conosco persone che con questi ed altri strumenti ci campano, e anche bene, ma la mia attenzione non si vuole concentrare sull’aspetto economico, seppur interessante, quanto piuttosto sull’opportunità di utilizzare determinate “etichette”.

Chi è uno YouTuber?

YouTuber, Instagramer e simili, lavori o solo etichette provvisorieLo YouTuber è quello che fa video su YouTube (ma va), o più in generale che è iscritto alla piattaforma e partecipa alla vita della stessa. Ci sono YouTuber che hanno trasformato la loro passione in lavoro, o almeno in un secondo lavoro (diversificare è importante).

Ma se domani YouTube chiudesse, o cambiasse nome? Non sarebbe più prudente dire che si è dei Video Maker (o che si fanno video insomma). Il lavoro non è essere uno YouTuber, è fare video, che al momento si condividono su YouTube (e magari non solo). Domani potreste condividere quegli stessi video, o altri, attraverso diversi canali.

Se poi, come capita a molte “web star”, avete sia una pagina Facebook, che un canale YouTube, che un profilo Instagram, e avete frotte di fan, follower, amici, parenti e servitori su tutti questi canali/social/piattaforme, come fate a scegliere cosa siete, lo fate in base al numero di follower?

Se avete più seguaci su YouTube siete YouTuber, se invece li avete su Instagram siete Instagramer? E al cambiare dei numeri, cambia il vostro lavoro/etichetta? Se il modo nel quale vi definite, fosse legato a quello che fate, e non al canale di distribuzione, tutto sarebbe più facile, non credete?

Anticipo una possibile obiezione: “ma io uso Instagram, ma non sono un fotografo professionista, non posso dire che faccio il fotografo”. Il tuo lavoro, amico caro, non è fare il fotografo, se usi Instagram (bene), il tuo lavoro è raccontare storie, ma ti prego non rispondere a “che lavoro fai”, con un “sono uno storyteller”, di che ti occupi di comunicazione, PR, che fai il cantastorie, quello che vuoi, ma storyteller di lavoro, no!

N.B.:

Riflessioni e pensieri sparsi, liberi e cazzeggianti. Non c’è nessun riferimento a persone o personaggi mitologici. Nessun YouTuber, Instagramer, o social media coso è stato maltrattato durante la redazione di questo articolo.

Perché non mi lamento sui Social Network

Credo che i Social Network siano uno strumento fantastico, grazie ai social ho conosciuto molte persone in gamba, ho trovato clienti e collaboratori, ho riallacciato i contatti con vecchi amici che avevo perso di vista, e ho anche trovato l’amore.

Come tutti gli strumenti però molto dipende da come li si usa. Spesso si parla di lato oscuro dei Social, ma in realtà ad avere un lato oscuro, o meglio tante sfaccettature, più o meno ombreggiate, sono le persone, non gli strumenti che queste usano per comunicare.

Una delle attività più diffuse sui maggiori Social Network è la lamentala, ci si lamenta praticamente di tutto (il tempo, la politica, i social stessi), tanto che alcuni hanno anche suggerito di introdurre una sorta di “tassa” sulla lamentela, un possibile modello di business che in effetti garantirebbe ai Social Network lunga vita (e prosperità).

Personalmente non amo molto lamentarmi, e in generale sfogarmi sui social network, l’altro giorno ci riflettevo, e ho pensato che quelle riflessioni potessero diventare un post sul mio blog. Eccolo lo state leggendo ora.

Social Network sfogo

Perché non mi lamento sui social (e perché forse anche voi non dovreste):

  1. Tutto sommato le cose non mi vanno così male (pensiamo positivo)
  2. Non voglio far sapere al mondo intero quando sono giù di morale
  3. Uno sfogo ci può stare, ma lamentarsi ogni giorno per qualcosa è esagerato
  4. Personalmente credo che chi si lamenta sempre, di tutto, è uno sfigato
  5. Non sento il bisogno di raccontare tutto quello che faccio, e preferisco raccontare le cose belle
  6. Alcune delle persone che mi fanno incazzare mi seguono sui social, meglio evitare incidenti diplomatici
  7. Se sono stressato, esco a fare una passeggiata, non rimugino davanti al pc
  8. Se mi voglio sfogare o confidare, lo faccio al bar con qualche amico in carne ed ossa

In conclusione

Detto questo, capisco bene che una valvola di sfogo è utile, se non necessaria, quindi può capitare a tutti, di affidare alle condivisioni sui Social qualche lamentela o invettiva, l’importante, secondo me, è che questa non sia l’unica tipologia di contenuto che producete, perché alla lunga, diciamolo chiaramente, rompete le… scatole.

Distribuzione dei contenuti: calendario, strumenti e consigli per la condivisione

calendario social media publishingAvere un calendario editoriale, così come un piano editoriale, è molto importante per ogni blog, e anche per altre tipologie di sito web. L’ho scritto più volte, e molti colleghi ne parlano, ne hanno parlato, e di certo ne parleranno. E’ giusto farlo.

Con il piano editoriale si decide che tipologia di contenuti pubblicare, e con il calendario si determinano i giorni, e magari gli orari, in cui mettere online i nostri contenuti. E’ importante cercare di rispettare una frequenza prestabilita, prassi che aiuta a fidelizzare i lettori. Non è fondamentale, come molti sostengono, pubblicare tutti i giorni, un post a settimana (o magari anche meno) può bastare, ma se si riesce a farlo uscire sempre lo stesso giorno, alla lunga questo porta non pochi benefici (oh, io pubblico il lunedì mattina, segnatevelo).

C’è molta letteratura poi su quali siano gli orari e i giorni migliori, in realtà non esiste una “formula segreta” che vada bene per tutti. Dipende dagli argomenti che trattate, da chi vi legge abitualmente e da chi desiderate raggiungere. Il mio consiglio è di fare dei test, per trovare i giorni e le ore che vi danno maggiori soddisfazioni.

C’è poi anche un altro aspetto molto importante, e al quale forse non viene dato lo stesso spazio, rispetto agli argomenti appena citati. Ovvero il calendario di distribuzione.

Ormai i social network sono una fonte di traffico fondamentale, in alcune nicchia quella di gran lunga principale, in altre si arriva al 50%. In ogni caso, sono un canale che è impossibile non considerare, se si desidera dare la massima visibilità possibile ai propri contenuti. Quindi dovremo decidere su quali social condividere, cosa e come condividere, in che giorni, e in che orari.

Per quanto riguarda il calendario strettamente detto, ovvero giorni e ore, vale il discorso già fatto per la pubblicazione dei nuovi contenuti. Fate dei test, in base agli argomenti che trattate, e alla vostra utenza, per trovare i momenti migliori e, allo stesso modo, i social più adatti.

Come è facile capire, se parlate di business, avrà di certo senso condividere i vostri contenuti su LinkedIn, molto meno se avete un sito di barzellette. Se puntate molto sulle immagini, Pinterest potrà darvi delle soddisfazioni, ecc.

distribuzione dei contenuti

E’ importante capire che non tutti i contenuti devono necessariamente essere sempre condivisi su tutti i canali possibili.

Allo stesso modo, non tutti i contenuti devono necessariamente essere condivisi (punto). E, cosa fondamentale, non tutto quello che pubblicate sui social deve essere un esclusivo e continuo rimando (attraverso link) ai post del vostro blog. Se fate questo, sui social la gente non vi seguirà più con interesse. Seguirà direttamente il vostro blog, sempre che sia interessante (ovvio).

Condividete quindi solo i vostri contenuti “migliori”, scegliendo il social più adatto, e “arricchendo” la condivisione con un messaggio (o un contenuto) specifico per quel network.

Non dimenticate anche la potenza del “real time marketing“: ovvero creare e condividere contenuti legati all’attualità. Anche in questo caso però, senza esagerare, o la gente potrebbe stufarsi. Insomma, ci vuole equilibrio, non è facile, ma se trovate la ricetta giusta, avrete in mano le chiavi per il successo del vostro sito, almeno sul fronte social.

real time marketing

Ultimo consiglio, non condividete solo i nuovi contenuti, ma recuperate anche risorse più datate, purché ancora interessanti. Segnalatele come tali, ad esempio usando un’etichetta o hashtag come “old post“. In questo modo farete conoscere (o riscoprire) anche ai nuovi lettori, argomenti dei quali vi siete occupati in passato, e naturalmente aumenterete (almeno potenzialmente) il vostro traffico.

Consigli per condividere i contenuti del blog sui social network

Come detto la condivisione, o distribuzione, dei contenuti sui social è oggi fondamentale, ed esistono pertanto tantissimi strumenti diversi che permettono di effettuarla.

Mi limito a darti alcuni consigli generali per aiutarti a scegliere quelli più adatti a te.

  • Evita di inserire sul tuo blog mille bottoni di social sconosciuti o poco usati in Italia. Concentrati sui cari vecchi Facebook, Twitter, Google+, LinkedIn e Pinterest (ed eventualmente un altro paio a tua scelta, tra i quali magari Tumblr).
  • Usa con cautela sistemi (come plugin per WordPress) che condividono in automatico su tutti i social il link di un nuovo post al momento della sua pubblicazione. Può essere un modo comodo e rapido per distribuire un contenuto, ma è sempre meglio personalizzare i messaggi e poter gestire liberamente le tempistiche.
  • Dai anche ai tuoi lettori la possibilità di condividere i contenuti, anche da mobile, nel modo più rapido e facile possibile.
  • Non condividere sempre e solo sul tuo profilo personale, o su quelli del tuo blog, ma anche in gruppi e community dedicate agli argomenti che trattati, avviando così delle discussioni con altri esperti ed appassionati. Naturalmente prima di condividere, in questo caso, assicurati che sia cosa gradita, leggi quindi con attenzione le regole del gruppo e, nel dubbio, chiedi prima ad un moderatore. Il tuo obbiettivo non dovrebbe essere “spammare ovunque i tuoi link”, ma diventare parte di una community.

Strumenti per condividere contenuti sui social network: i migliori plugin WordPress Social Media Buttons

Social Media Buttons

Ti segnalo solo alcuni tra i più noti plugin WordPress per aggiungere rapidamente e facilmente dei tasti di condivisione social ai post del tuo blog. Naturalmente potrai anche intervenire sul codice del tema, senza quindi ricorrere ad un plugin. L’importante è che i tasti ci siano, e siano ben visibili, come detto, anche da mobile.

Se hai dei dubbi, domande, considerazioni, consigli, omaggi, lettere minatorie, lascia pure un commento, sarà mio grande piacere risponderti.