Miti da sfatare sulla link building

link building

Di miti da sfatare quando si parla di SEO ce ne sono parecchi, purtroppo la comunicazione frammentaria di Google e l’interpretazione di professionisti con differenti sensibilità ed esperienze, oltre che di immense schiere di dilettanti, portano spesso a cattive interpretazioni o alla divulgazione, praticamente virale, di vere e proprie bufale.

Tra le tematiche più calde negli ultimi anni, c’è senza dubbio la link building, considerata ormai da molti inutile, se non addirittura dannosa.

Facciamo prima un piccolo passo indietro e spieghiamo in estrema sintesi cosa si intende con link building. Google, fin dalla sua nascita, ha puntato molto sui link, usandoli come criterio (tra tanti altri) per determinare la popolarità e la qualità di un sito web.

I siti che ricevevano più link, ovvero un maggior numero di segnalazioni da altri siti, probabilmente meritavano di stare più in lato tra i risultati di ricerca. Come ovvio però il numero dei link ad un sito è un fattore facilmente manipolabile.

Nel tempo quindi Google ha guardato sempre più, oltre che al numero di questi link alla loro qualità, tenendo conto di vari fattori, come ad esempio il contesto.

Se il vostro sito parla di automobili, un link che viene dalle pagine di una nota casa automobilistica avrà un peso maggiore rispetto ad uno che viene da un blog sul giardinaggio.

Google ha anche introdotto delle penalizzazioni per quei siti che acquistano o scambiano link in modo evidente (e maldestro) al solo fine di migliorare il proprio posizionamento.

Tutto questo ha portato alcuni a dire che la link building è morta e alcuni si spingo addirittura ad affermare che a morire sia stata la SEO.

In realtà la SEO sta benissimo e i link continuano (e continueranno ancora) ad essere molto importanti. Devono però cambiare le strategie e più in generale l’approccio che si ha al web.

I link (che come detto sono importanti) non dovrebbero essere l’obbiettivo principale da raggiungere, ma una conseguenza di un lavoro serio e ben fatto. Se si creano contenuti e servizi di qualità, le segnalazioni arriveranno spontanee e avranno un grande valore, per Google e non solo.