Bloggare o non bloggare

Ci sono persone, ne conosco diverse, che fanno del loro blog un business, un modo per contattare nuovi clienti o per ottenere visibilità online che apre poi le porte ad interessanti opportunità e progetti.

Per me il blog è sempre stato uno spazio di libertà, dove scrivere quello che voglio, quando voglio e come voglio. Il mio blog esiste da quasi 10 anni, ma non ha mai “sfondato”, eppure c’è chi lo ritiene interessante e perfino utile, per questo continuerò ad aggiornarlo.

Io mi occupo di contenuti per lavoro, scrivo per vari siti web. Tenere aggiornato il mio blog personale a volte è un peso. Mi è capitato spesso di pensare che non servisse a molto, ma mi sono ricreduto. Anche se si hanno pochi lettori questi sono comunque una preziosa risorsa.

Preventivo SEO: quanto costa un blog aziendale

preventivo blog aziendale

I blog sono morti, la link building è morta, i forum sono morti, la SEO è morta, i Social moriranno presto e neanche io mi sento tanto bene… Ciclicamente c’è chi dice che i blog (e non solo) sono destinati all’oblio, forse un giorno effettivamente questo avverrà, ma per ora, credete a me, godono ancora di buona salute, a patto che siano fatti come si deve, e che “sconfinino” sapientemente nei Social Network. Spesso infatti discussioni nate sui social possono diventare un post sul blog, o dal blog si più partire per avviare interazioni sociali.

Facebook, Twitter & Co. possono essere una cassa di risonanza importante per un blog, diffonderne e amplificarne i messaggi, ma attenzione a non trattarli da servi, sono strumenti con una loro dignità, e personalità.

Veniamo al dunque, i blog non sono morti, e non stanno neanche per farlo, nonostante molti affermino il contrario. I blog, per me, e non solo per me, possono diventare strumenti importanti nella comunicazione online, e anche sul piano dell’ottimizzazione.

Spesso, quando mi chiedono un preventivo SEO, includo anche la realizzazione, e l’aggiornamento di un blog. Lo faccio per vari motivi, eccone alcuni.

  • Il blog permette di creare facilmente nuovi contenuti da “dare in pasto” ai motori di ricerca
  • Il blog permette di creare collegamenti a pagine che vogliamo “spingere” come quelle del nostro prodotto o servizio di punta
  • Il blog è uno strumento comodo per comunicare con potenziali clienti, e chiunque sia interessato a quello che facciamo

Il blog non serve solo alla SEO, è uno strumento importante, e la maggior parte delle aziende penso possa trarre benefici dall’averne uno, a patto che ria curato e aggiornato.

Parliamo quindi di cifre, quanto costa mettere in piedi e, soprattutto, tenere aggiornato un blog aziendale. La spesa è decisamente abbordabile, sempre che non stiate già fallendo. I benefici, come detto, sono notevoli.

Dare delle cifre in questa sede sarebbe poco serio, molto dipende dalla tipologia di contenuti, da come sono strutturati, e naturalmente dalla frequenza di aggiornamento degli stessi. Un post a settimana da 100 parole per il blog di un albergo non costa certo come un post al giorno, da mille parole per un’azienda che realizza componenti elettronici.

Il blog di un’azienda, così come i profili social della stessa possono essere poi, in tutto o in parte, gestiti da una risorsa interna, ma qui il discorso si complica ulteriormente, e non sempre rappresenta un risparmio, visto che la risorsa va opportunamente formata.

Per studiare una strategia, e fare un preventivo su misura, bisogna confrontarsi e definire degli obbiettivi, per questo vi invito a contattarmi, senza nessun impegno.

Importanza di un piano editoriale per blog

calendario editoriale

Non tutti sono d’accordo su questo punto, ma salvo rare eccezioni, la grandissima parte dei blogger conferma che la frequenza di aggiornamento è un fattore fondamentale per il successo di un progetto web.

Il blog nasce come “diario online” e quelli che funzionando meglio sono in genere aggiornati di frequente, spesso ogni giorno.

In particolare per chi inizia questa avventura, pubblicare nuovi contenuti in modo frequente, possibilmente quotidiano, o quasi, è molto importante per varie ragioni.

  1. Ci si abitua a scrivere ogni giorno, anche quando le idee o la voglia scarseggiano;
  2. Si fidelizza l’utenza, che sa che tornando ogni giorno sul blog troverà qualcosa di nuovo;
  3. Aumentando velocemente il numero di post, aumentano le possibilità di essere “trovati” su motori di ricerca e social e, di conseguenza, aumentano le visite;
  4. Dimmelo tu in un commento;

Come detto però non sempre si ha voglia, tempo o idee per scrivere qualcosa, come possiamo risolvere?

Dico subito che in molti casi, il fatto che non si trovi il tempo è solo una banale scusa. Non servono molte ore per pubblicare un post sul proprio blog. Non pubblicherete ogni giorno una guida da migliaia di parole che ha richiesto ore di studio, selezione delle fonti, ecc. Nella gran parte dei casi pubblicherete notizie o riflessioni che potreste riuscire a scrivere in meno di un’ora.

Se vuoi fare il blogger e hai milioni di impegni ogni giorno, dormi un’ora di meno o guarda un’ora in meno di televisione, e il gioco è fatto, ecco il tempo che ti serviva.

Per quanto riguarda “l’ispirazione” la questione è un po’ più complessa. In linea di massima seguendo altri blog della tua nicchia non ti sarà difficile trovare nuovi argomenti da trattare, ma l’idea giusta potrebbe anche venirti leggendo un libro, un giornale, guadando un documentario o facendo una passeggiata al parco. Tieni la mente aperta e le antenne ben alzate.

Veniamo ora alla questione più complessa, ovvero l’organizzazione. Anche se hai tante idee e il tempo per scriverne, non è detto che riuscirai a tenere aggiornato con costanza il tuo blog. Ci sono mille distrazioni in agguato.

Una buona mossa, sia per i blog personali che per quelli aziendali, è la stesura di un piano editoriale o, se preferisci, di un calendario editoriale.

Se non riesci, o non vuoi, aggiornate il blog ogni giorno, nessun problema, cerca però di farlo sempre gli stessi giorni. Se, ad esempio, ritieni che 3 aggiornamenti a settimana siano sufficienti, cerca di individuare 3 giorno fissi, come ad esempio lunedì, mercoledì e venerdì, nei quali pubblicare.

Per anni, quando gestivo un blog sulla mia città, per Virgilio.it pubblicavo proprio in questi tre giorni, così come tutti i miei colleghi.

In quel caso pubblicavo anche sempre alla stessa ora, ovvero le 9:30 di mattina, usando la funzione che permette di programmare l’orario di pubblicazione del post, che in genere scrivevo la sera prima.

Qualunque siano i giorni e gli orari, nei quali deciderai di pubblicare nuovi contenuti sul tuo blog, è importante cercare di rispettarli il più possibile, perché nel tempo i tuoi lettori si abitueranno a visitarlo nei giorni in cui sanno che troveranno qualcosa di nuovo, e se così non sarà di certo rimarranno delusi, e potresti perderli per sempre. Continua “Importanza di un piano editoriale per blog”

Content Marketing 4 errori da evitare

Content Marketing errori da evitare

Mi occupo di contenuti per il web dal 2000. Ho iniziato collaborando come content editor con SuperEva e, in seguito, collaborando con Tiscali, Virgilio e varie testate online. Quasi da subito, mi sono anche appassionato molto alla SEO e a tutto quello che rientra nella definizione di web marketing. Negli ultimi tempi mi interesso, in particolare, al Content Marketing.

Oggi, più o meno, tutti si rendono conto dell’importanza dei contenuti in una strategia di marketing, ma in particolare tra chi non se ne occupa per lavoro, si commettono frequentemente gravi, quanto banali errori.

L’azienda media, che fa content marketing fatto in casa, magari gestendo un proprio blog o i profili social, rischia, se non si affida ad un professionista, di inciampare.

Tra i punti più critici eccone alcuni:

  1. Non bisogna pensare ai contenuti come a tradizionali pubblicità
  2. Non basta proporre un contenuto, bisogna avviare un dialogo con l’utente
  3. Attenti ai contenuti poco emozionanti
  4. Occhio a proporre contenuti poco contestualizzati

Quando si scrive un contenuto (ma il discorso vale anche per foto, video, ecc.) non si deve puntare a vendere direttamente, e il più rapidamente possibile, un prodotto. Lo dico anche nel mio ultimo ebook dedicato al Marketing con Instagram.

Se decidete di aprire un blog aziendale, scordatevi di fare pubblicità in modo “tradizionale” in ogni vostro post. Allo stesso modo, se avete un account Twitter, non potete scrivere solo messaggi promozionali, e in una pagina Facebook (pagina attenzione, non profilo personale) non potete (e non dovete) mettere solo link ai vostri post pubblicitari.

Rudy Bandiera, autore tra l’altro, di “Rischi e opportunità del web 3.0” (Dario Flaccovio Editore), è solito dire che su 5 contenuti pubblicati suoi social 4 dovrebbero essere di “alleggerimento”, o se si preferisce, per dirlo nel suo stile, “delle cazzate”.

Naturalmente lui si riferisce, in particolare, all’attività di un social media manager o di un influencer, non ai canali ufficiali di un’azienda. Molto poi dipenderà dallo stile comunicativo della stessa, dal target al quale si rivolge, ecc. Quel che è certo è che come detto al punto 1, “Non bisogna pensare ai contenuti come a tradizionali pubblicità”.

Passiamo al punto 2, i nostri contenuti non sono messaggi promozionali, ma neppure messaggi d’altro tipo, da intendersi come “calati dall’alto”. Devono essere invece pensati per stimolare il più possibile le interazioni con gli utenti, avviare un dialogo, farci conoscere e far conoscere quello che offriamo, rispondendo a domande, proponendo soluzioni, ecc. Questo è un modo “nuovo” e sicuramente efficace, di fare marketing. Bisogna ascoltare i potenziali clienti, così come quelli già acquisiti.

Veniamo al punto 3. Se vogliamo stimolare l’interazione è importante che i nostri contenuti si prestino a questo. Ovvero dovranno emozionare, stupire, accendere la curiosità e la fantasia dell’utenza. Largo quindi alle sperimentazioni, anche ardite, ma attenzione, l’epic fail è dietro l’angolo.

In conclusione, anche se ho detto che non dovete sempre parlare dei vostri prodotti e servizi e, soprattutto, non con uno stile pubblicitario “classico”, da spot (per intenderci), questo non significa che si debba andare “fuori tema”. In particolare se avete un blog aziendale, è importante che creiate un piano editoriale e lo rispettiate, restando fedeli al vostro stile, parlando di argomenti in linea con il vostro target ed evitando il più possibile di sconfinare in tematiche che alla vostra utenza potrebbero non interessare per nulla.

L’ispirazione iniziale per questo post m’è venuta leggendo un articolo su Forbes, intitolato “4 Content Marketing Mistakes That Will Wreck Your ROI”. In caso di dubbi qui vi spiego cos’è il ROI.