Instagram e blog: binomio vincente?

Instagram blogger

Ci sono blogger che usano Instagram molto bene e Igers che decidono di aprire un blog. Ci sono blogger che sono presenti su tutti i maggiori social, ma riescono ad ottenere buoni risultati solo su alcuni di essi.

C’è chi ha un grande seguito su Instagram, chi su Facebook, chi su Twitter, ecc. Alcuni cercano di portare follower da una piattaforma all’altra, ma spesso con risultati mediocri.

Se la propria comunicazione si sposa particolarmente bene con uno strumento secondo me è inutile cercare di forzare le cose.

Ad ogni modo, sempre più spesso, blog e Instagram sono un binomio vincente, in particolare per quei blogger che si occupano di viaggi, moda, makeup o altre tematiche che si esprimono e raccontano particolarmente bene attraverso le immagini.

I blogger che si occupano di letteratura, ad esempio, spesso hanno belle soddisfazioni da Twitter (sarà un caso?).

Adam Kadmon

Come migliorare la vostra presenza su Instagram

Vi segnalo alcuni articoli molto carini che vi spiegano come migliorare la vostra presenza su Instagram e come unire le potenzialità di questo social, sempre più popolare, con quelle del vostro blog, così che insieme abbiano una forza comunicativa davvero dirompente.

Inizio con “Come ottenere successo con Instagram” post di Andrea Toxiri per impara-wordpress.eu

Come ottenere successo con Instagram

Altro contenuto molto interessante (e anche divertente) è “La scimmia per Instagram: adesso c’è SOLO Instagram” di Rudy Bandiera

La scimmia per Instagram: adesso c’è SOLO Instagram

Se cercate plugin per il vostro blog che vi permettano di visualizzarci le foto che condividete su Instagram in modo automatico, date un’occhiata a “Come aggiungere Instagram a WordPress” di WP Pratico.

Come aggiungere Instagram a WordPress

Se poi vorreste delle guide che vi aiutino a muovere i primi passi su Instagram vi ricordo che nel mio blog ho segnalato alcuni dei migliori libri sull’argomento, ecco il link dove li trovate.

Ho scoperto cosa mi piace, e ho trovato chi mi paga per farlo

Snoopy scrittore“Scopri quel che più ti piace fare e trova qualcuno che ti paghi per farlo”. Questa celebre frase è di Katharine Whitehorn, ed è anche detta la “Regola di Whitehorn per la felicità“.

Katharine Whitehorn è una giornalista e scrittrice inglese (classe 1928) e tra le tante cose che ha scritto probabilmente “Find out what you like doing best and get someone to pay you for it” è la più celebre.

A tutti piacerebbe fare un lavoro che coincida con i propri interessi e passioni, ma spesso la vita ci porta altrove. Io dopo anni di “gavetta” posso finalmente dire di fare quello che mi piace.

Ho scoperto presto, molto presto, cosa mi piaceva fare, ma c’ho messo gran parte della vita per riuscire a capire che sarebbe potuto diventare un lavoro.

Ho sempre amato scrivere, non è stata e non è la mia unica passione, ma senza dubbio una delle prime. Già alle elementari il tema di italiano per me era una sorta di festa.

Solo all’università, molti anni dopo, ho iniziato a pensare, complice l’arrivo di Internet, che scrivere sarebbe potuto diventare un lavoro. Da quel momento, a quando effettivamente lo è diventato sono passati altri 10 anni.

Tutto questo cosa significa? Secondo me che non bisogna mai arrendersi, che bisogna credere in noi e nelle nostre passioni, poi senza dubbio anche un po’ di fortuna non guasta, ad esempio se fossi nato 10 anni prima, molto probabilmente avrei fatto un lavoro del tutto diverso.

Contenuti per il web, quale modello di business scegliere?

contenuti guide news

Mi occupo di contenuti per il web da circa 15 anni. Nel tempo mi sono interessato a varie altre cose, dalla programmazione alla SEO, a più o meno tutti gli aspetti del web marketing, ma ho sempre continuato ad interessarmi ai contenuti, in particolare a quelli testuali, visto che non sono un granché come fotografo o videomaker.

Ho sempre amato scrivere, ho una laurea umanistica, e negli anni, oltre a produrre contenuti, mi sono dedicato anche alla loro diffusione, ho collaborato a vario titolo con diverse redazioni, con editori, e altri addetti ai lavori, ad esempio come correttore di bozze.

Tutte queste attività mi hanno fatto maturare un’esperienza che ho puntualmente cercato di sfruttare anche sui miei progetti personali, e questo mi ha portato a fare una riflessione, che oggi son qui a condividere con voi.

Online ci sono tantissimi modelli di business differenti, e in praticamente tutti i contenuti hanno un ruolo fondamentale. Ci sono però soltanto due grandi categorie di siti web nei quali i contenuti, indiscussi protagonisti, sono l’anima del progetto, e queste due categorie cercano di ricevere traffico, e quindi di monetizzare, con approcci profondamente diversi.

  • Categoria 1: siti di tutorial, guide, contenuti evergreen
  • Categoria 2: siti di news (eventi, gossip, sport, attualità…)

Nel primo caso il sito risponde a domande (query) del tipo “come fare a…”, “cos’è…” “perché si chiama…”, ecc. Ogni articolo, in genere, non riceve molte visite giornalmente, ma ha una vita lunga, spesso illimitata, quindi continuerà ad essere cercato, trovato, e si spera letto, per mesi, o anni, o finché il sito sarà online.

Nel secondo caso, quello dei siti con news, fresche, alcuni argomenti, come gossip, sport, ma anche politica e cronaca, possono nel giro di poche ore, o qualche giorno, portare molto traffico, ma dopo poco questo diminuirà drasticamente fino ad arrivare allo zero.

Cosa è meglio fare quindi? È meglio investire in un sito con contenuti dalla vita lunga, che però porteranno soddisfazioni, in termine di traffico e guadagni, nel medio lungo periodo, o in un sito di notizie?

Se leggi il mio blog da un po’ saprai che non amo dare risposte secche a queste domande “esistenziali”. Scegliere una strada o l’altra dipende da molti fattori, eccone alcuni.

Per prima cosa, se vuoi aprire un nuovo sito, più che concentrarti su quali sia il modo più facile o rapido, per far qualche soldo, dovresti pensare se il tuo nuovo progetto porta qualcosa di nuovo e utile nel web. Se da risposte, se soddisfa un bisogno. Se crei qualcosa di bello ed interessante le soddisfazioni arriveranno, se punti solo a fare qualche euro non parti col piede giusto.

Fatta questa doverosa, anche se noiosa, premessa, la scelta di un modello di business piuttosto che di un altro dipende dalle caratteristiche del sito e dalle tue. Mi spiego meglio. Hai un sito che è incluso in Google News o altri servizi simili, o che, ad ogni modo, vede indicizzare rapidamente i nuovi contenuti? In questo caso investire su notizie, o più in generale su contenuti freschi è di certo una buona idea. Attenzione però, non dare per scontato che essere fonte di Google News ti porti migliaia di visite, molto dipende dagli argomenti che tratti, e dalla qualità con cui li esponi.

Altra considerazione importante riguarda il tempo e le risorse, anche economiche, che puoi dedicare al progetto. Se punti sulle news, preparati ad aggiornare il tuo sito quotidianamente, con più articoli, oppure se non hai il tempo, la costanza, o la voglia di farlo, a pagare una o più persone che lo facciano per te. Preparati anche al fatto che l’investimento potrebbe non darti, almeno da subito, delle soddisfazioni.

Se punti sulle guide, e vuoi fare concorrenza ad Aranzulla, di certo puoi tenere un ritmo più lento, e se vuoi anche fare tutto da solo, ma prima di avere un ritorno serviranno molti articoli, e di conseguenza tempo. Inoltre dovrai curare di più la SEO, visto che la tua fonte di traffico sarà principalmente la ricerca organica di Google e ti potrai affidare meno ad aggregatori e social, come nel caso delle notizie.

Naturalmente, se hai in mente di fare un bel progetto, ambizioso e strutturato, puoi anche creare un portale con una sezione news, e altre contenenti invece testi con una vita più lunga, in questo caso però attendo al branding, o se preferisci all’identità del tuo sito, che potrebbe risultare poco chiara.

Che ne pensi? Raccontami le tue esperienze e condividi i tuoi pareri in materia, lasciandomi un commento.

Scopri le principali strategie di Content Marketing

Strategie Content Marketing

I contenuti sono molto importanti, ma in che modo possono, e devono, essere veicolati per diventare veramente utili alle nostre strategie di marketing? Ecco le tattiche di content marketing maggiormente diffuse, ed efficaci.

Si fa presto a dire contenuti di qualità. Una volta realizzati i contenuti (che non sono solo testi, attenzione) si devono trovare delle vie per raggiungere (o farsi trovare) dai nostri utenti.

Le più diffuse strategie di content marketing:

  • Pubblicare contenuti su blog
  • Pubblicare contenuti sui social media
  • Inviare i contenuti tramite email
  • Creare e condividere contenuti in eventi live

Nonostante alcuni profetizzino da tempo la morte dei blog, queste tipologie di siti web sono ancora oggi uno dei maggiori canali che veicolano contenuti. Che si tratti di blog aziendali o di altre tipologie, chi investe oggi sul content marketing, investe su uno o più blog.

Crescono i social media, e ormai possiamo dire che sono un canale decisamente irrinunciabile per diffondere i contenuti. Bisogna però prestare attenzione al mezzo. Non tutti i social sono uguali, e i contenuti dovrebbero sempre essere “su misura”.

Nell’Email Marketing Experience Report 2015 realizzato da MagNews e Human Highway, si legge con chiarezza come l’email sia molto usata ed apprezzata dagli italiani. Il campione preso in esame, composto da 1000 persone, ha rivelato come in media ognuna di esse ricevesse o inviasse almeno 30 email al giorno.

L’email marketing è uno strumento potente, ma per renderlo veramente efficace ci si deve concentrare sulla qualità dei contenuti. Se si hanno ottimi contenuti, e una lista di contatti ben profilati, ed interessati a quello che abbiamo da offrire… Il gioco è fatto!

Sempre più spesso, si deve poi, secondo me, cercare quando possibile, di uscire dalla rete. Per promuovere qualcosa un bel evento live può rivelarsi un’ottima soluzione, a patto ovviamente di organizzarlo come si deve, e di puntare, anche in questo caso, sui contenuti, magari anche su quelli generati dagli utenti/partecipanti.

In fine, non bisogna commettere l’errore di pensare a queste, ed altre strategie, come a realtà del tutto separate. E’ vero, come ho detto, che i contenuti vanno ottimizzati per il canale sul quale vogliamo distribuirli, ma è altrettanto vero che tutti i canali possono, a vari livelli, essere collegati. Un esempio molto semplice sono le condivisioni sui social, di contenuti che provengono da un blog, o l’aggregazione su una pagina web, di contenuti, come foto o tweet, generati dagli utenti durante un evento.