Preventivo SEO: quanto costa un blog aziendale

preventivo blog aziendale

I blog sono morti, la link building è morta, i forum sono morti, la SEO è morta, i Social moriranno presto e neanche io mi sento tanto bene… Ciclicamente c’è chi dice che i blog (e non solo) sono destinati all’oblio, forse un giorno effettivamente questo avverrà, ma per ora, credete a me, godono ancora di buona salute, a patto che siano fatti come si deve, e che “sconfinino” sapientemente nei Social Network. Spesso infatti discussioni nate sui social possono diventare un post sul blog, o dal blog si più partire per avviare interazioni sociali.

Facebook, Twitter & Co. possono essere una cassa di risonanza importante per un blog, diffonderne e amplificarne i messaggi, ma attenzione a non trattarli da servi, sono strumenti con una loro dignità, e personalità.

Veniamo al dunque, i blog non sono morti, e non stanno neanche per farlo, nonostante molti affermino il contrario. I blog, per me, e non solo per me, possono diventare strumenti importanti nella comunicazione online, e anche sul piano dell’ottimizzazione.

Spesso, quando mi chiedono un preventivo SEO, includo anche la realizzazione, e l’aggiornamento di un blog. Lo faccio per vari motivi, eccone alcuni.

  • Il blog permette di creare facilmente nuovi contenuti da “dare in pasto” ai motori di ricerca
  • Il blog permette di creare collegamenti a pagine che vogliamo “spingere” come quelle del nostro prodotto o servizio di punta
  • Il blog è uno strumento comodo per comunicare con potenziali clienti, e chiunque sia interessato a quello che facciamo

Il blog non serve solo alla SEO, è uno strumento importante, e la maggior parte delle aziende penso possa trarre benefici dall’averne uno, a patto che ria curato e aggiornato.

Parliamo quindi di cifre, quanto costa mettere in piedi e, soprattutto, tenere aggiornato un blog aziendale. La spesa è decisamente abbordabile, sempre che non stiate già fallendo. I benefici, come detto, sono notevoli.

Dare delle cifre in questa sede sarebbe poco serio, molto dipende dalla tipologia di contenuti, da come sono strutturati, e naturalmente dalla frequenza di aggiornamento degli stessi. Un post a settimana da 100 parole per il blog di un albergo non costa certo come un post al giorno, da mille parole per un’azienda che realizza componenti elettronici.

Il blog di un’azienda, così come i profili social della stessa possono essere poi, in tutto o in parte, gestiti da una risorsa interna, ma qui il discorso si complica ulteriormente, e non sempre rappresenta un risparmio, visto che la risorsa va opportunamente formata.

Per studiare una strategia, e fare un preventivo su misura, bisogna confrontarsi e definire degli obbiettivi, per questo vi invito a contattarmi, senza nessun impegno.

Strumenti SEO: una buona base da cui partire

State muovendo i primi passi nella SEO, ecco degli strumenti, o se preferite dei tools veramente utili. Il SEO, ovvero l’esperto di search engine optimization, passa buona parte della sua vita (professionale) tra tool, report, tabelle e dati. Una vitaccia, ma le soddisfazioni non mancano.

Ogni SEO ha i suoi strumenti preferiti, ma ce ne sono alcuni che hanno le potenzialità per metterli d’accordo tutti.

Chi, almeno in Italia, lavora all’ottimizzazione di siti web, guarda senza dubbio in primis, se non esclusivamente, a Google. E’ quindi una bella fortuna che lo stesso motore sul quale si cerca di posizionare i siti, sia anche l’azienda che fornisce ottimi strumenti per fare SEO.

Iniziamo dai Webmasters Tools, gli strumenti per webmaster che danno tantissime informazioni utili sui siti web che vogliamo monitorare.

Utilizzando i webmasters tools possiamo ottenere facilmente informazioni su traffico, usabilità, errori, stato dell’indicizzazione e molto altro. Possiamo inoltre segnalare una o più sitemap e anche rimuovere link che riteniamo essere dannosi.

Possiamo conoscere tutto quello che riguarda lo stato di salute del sito monitorato, e avere da Google indicazioni su cosa va migliorato, e come procedere per riuscirci.

Google Analytics

Altro strumento fondamentale, sempre di Google, è Analytics, senza dubbio uno dei migliori sistemi di statistiche al momento disponibili.

Google Analytics permette di sapere quante visite riceve il nostro sito, e di conseguenza è un prezioso alleato per monitorare quali conseguenze, in termini di traffico, hanno i vari interventi di ottimizzazione (e non solo) che porteremo avanti. Ma Analytics può fare molto di più, è possibile, ad esempio, associarlo a AdWords per monitorare al meglio le nostre campagne, e capire quanto traffico arriva da queste, e quanto dal posizionamento organico, inoltre imparando ad usare bene Google Analytics potremo conoscere la frequenza di rimbalzo, la durata media di ogni visita, e molte altre informazioni importanti sul comportamento dei nostri utenti.

Ho citato Adwords, e un altro strumento molto utile, e spesso utilizzato dai SEO è proprio lo “Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Adwords“. In realtà è utile anche se non si vogliono creare delle campagne pubblicitarie, ma solo avere dei suggerimenti sulle parole chiave da usare, nell’ottimizzazione delle pagine web.

Ne ho già parlato in un recente post, ma visto che sto elencando gli strumenti di Google, non posso non citare anche Google PageSpeed, che permette di testare la velocità di caricamento di una pagina, fattore molto importante, in primis per offrire un servizio di qualità ai vostri utenti, e poi anche perché Google pare sempre più gradire i siti “performanti”.

Concludo questa prima parte con il “Test di compatibilità con dispositivi mobili“, sempre targato Google.

Fa parte dei già citati Strumenti per i Webmaster, ma può essere usato anche separatamente. Serve a capire facilmente, e rapidamente, se un sito è mobile friendly, cosa molto importante, in particolare da noi in Italia, dove più della metà delle persone si collega ad Internet prevalentemente da mobile. Google da un po’ segnala, a chi naviga da smartphone o tablet, se un sito è mobile friendly, e non è difficile immaginare che potrebbe dare ai siti che lo sono, più visibilità nelle SERP.

Majestic SEO Site Explorer

Vediamo ora qualche strumento SEO non di Google. Inizio con Majestic SEO Site Explorer, valido tool di analisi dei backlink, che permette di tenere sotto controllo la situazione, conoscendo quali siti ci linkano, con quali parole chiave, il numero di links esterni, gli indirizzi IP, ecc.

SEMrush ultimamente pare andare piuttosto di moda tra i SEO italiani, ed in effetti è davvero un ottimo strumento, che merita il successo che sta avendo. Come si capisce dal suo nome, non serve solo a chi si occupa di SEO, ma anche per i professionisti SEM (search engine marketing).

Se volete monitorare il vostro sito, e confrontare i dati con quelli della concorrenza, per ottimizzare le vostre campagne e molto altro, questo strumento fa al caso vostro.

Screaming Frog SEO Spider Tool è una piccola, ma potente applicazione “freemium”, che consente di effettuare la scansione di pagine web, analizzandone molti aspetti. Lo strumento è gratuito per le prime 500 richieste, mentre se volete usarlo senza limiti di URL è a pagamento.

Per ogni richiesta è possibile ottenere moltissime informazioni, sul codice delle pagine, sui link e molto altro.

Termino con SEOquake, un’estensione per alcuni diffusi browser, come Chrome, Firefox e Opera, che permette in tempo reale, mentre si naviga, di conoscere molte informazioni interessanti, come ad esempio numero di link in entrata e uscita, anzianità del dominio, densità delle parole chiave, ranking di Alexa e, per i suoi irriducibili fan, anche il Page Rank.

Questa lista non ha naturalmente nessuna presunzione di essere completa, vi ho incluso solo strumenti che conosco e che mi è capitato di usare personalmente. Se avete altri strumenti utili, che usate e che vi sentite di suggerire, lasciatemi un commento.

Preventivo SEO: parliamo ancora di link building?

Preventivo SEO

Fare SEO (Search Engine Optimization) non è facile (come alcuni forse pensano), e di conseguenza anche fare un preventivo SEO richiede tempo, studio ed impegno.

E’ quasi impossibile dare una risposta comprensibile e sintetica al cliente tipo, che ti chiede cose come: “quanto mi costa essere primo su Google?“.

Naturalmente, ogni professionista può scegliere un modo diverso per quantificare la sua richiesta, ad esempio in base alle ore di lavoro, oppure in relazione agli obbiettivi raggiunti, o creando mix tra queste due soluzioni.

C’è poi la possibilità di creare un vero e proprio listino prezzi, ma personalmente, vista la grade quantità, e complessità, delle variabili in gioco, non è una soluzione che mi aggrada particolarmente.

Per creare un preventivo SEO, per prima cosa si deve parlare con il cliente, e fissare assieme degli obbiettivi. Se lui non sa cosa vuole (cosa molto probabile) dovremo aiutarlo a capirlo, o meglio ancora a capire di cosa ha realmente bisogno. Ad esempio, non ha realmente bisogno di essere primo su Google, e neanche di avere più visite, quello che realmente gli serve, è vendere di più. Ovvero ricevere più visite da persone interessate a quello che propone, e disponibili ad acquistarlo. Per ottenere questo, non è detto che serva essere primi su Google, e soprattutto non è detto che serva esserlo con le parole (keywords) pensate (o sognate la notte prima) dal cliente.

Il preventivo SEO, non è un semplice preventivo, almeno per come lo vedo io, ma una sorta di strategia, di piano d’azione, che parte da uno studio preliminare, che individua delle azioni da compiere, fissa degli obbiettivi e, nel farlo, indica naturalmente (è pur sempre un preventivo) delle richieste economiche.

Alcuni, sia tra i clienti (e questo lo posso capire e perdonare), che tra gli addetti ai lavori (e qua è più grave) pensano ancora che fare SEO sia solo ottenere link, magari comprandoli.

Un tempo, la link building, era effettivamente il cuore, o almeno un rene, della strategia SEO, oggi però anche se i link sono ancora importanti, il modo di “costruirli” è decisamente cambiato.

Google si è dotato di sistemi sempre più sofisticati per riconoscere i link naturali e per penalizzare i siti che hanno creato link artificiali.

Creare un listino prezzi per i link da inserire in un preventivo SEO, è pertanto una follia. Tuttavia, inserire una strategia di content marketing, atta a creare contenuti di qualità, che incentivino le condivisioni, e permettano di ottenere qualche link, è invece una buona mossa.

Ci sono poi molti altri fattori, spesso troppo sottovalutati, che dovrebbero invece far parte di un buon preventivo SEO, ad esempio interventi che mirino ad un aumento, non solo della qualità del sito, partendo dai suoi contenuti, ma anche della sua usabilità. I siti devono essere veloci, facili da navigare (anche da mobile), e in grado di dare risposte utili, a chi ha effettuato una ricerca sui motori.

Detto questo, se chiedete un preventivo per l’ottimizzazione del vostro sito, e il SEO in questione vi pone un sacco di domande, non prendetelo per pazzo, o per un rompi scatole, sta solo facendo il suo lavoro, e non è un lavoro facile.

Ciao ciao 2014: i migliori post dell’anno

2015

Il 2014 è stato un anno un po’ strano, tra le tante novità ho deciso di dedicare più tempo a fare cose che mi piacciono, investendo su miei progetti, e tra questi ho ricominciato ad aggiornare con maggiore frequenza il mio blog.

Spero nel 2015 di continuare a farlo, e anzi di aumentare ancora di più la frequenza di aggiornamento, arrivando ad un post al giorno, non sarà facile, per me che odio routine e vincoli vari, ma ci proverò.

Nel salutarvi, farvi gli auguri di buon anno, e darvi l’arrivederci al 2015 (io tornerò operativo attorno a lunedì 12 gennaio), vi (ri)propongo alcuni dei miei ultimi post, e alla fine un video con le mie foto più apprezzate su Instagram.

Ho chiuso il 2014 parlando si Selfie Marketing, sapete cos’è? Se avete qualche dubbio leggete qui.

Tra gli argomenti che tratto più spesso c’è il content marketing e, in generale, tutto quello che ruota attorno alla creazione di contenuti per il web. Contenuti che, manco a dirlo, devono essere di qualità, ma questa da sola potrebbe anche non bastare, ne parlo nel mio post dal titolo “Creare buoni contenuti è solo il primo passo“.

La SEO è sempre stata una mia passione, ancor prima che un lavoro molto stimolante. Spesso nel mio blog parlo di ottimizzazione, e il 4 dicembre 2014 l’ho fatto in relazione ad un Social ancora poco conosciuto dalle aziende italiane, ma dalle enormi potenzialità: Pinterest.

Altro social che mette le immagini al primo posto è Instagram, probabilmente il mio preferito, al quale come forse saprete ho anche dedicato nel 2014 un ebook.

Ad inizio dicembre ho affrontato l’annosa questione dei Ghost Followers, e va detto che poco dopo Instagram è intervenuto facendo parecchia pulizia negli account, che hanno visto una notevole moria di seguaci “farlocchi”.

Ci sarebbero molti altri post che meriterebbero di essere citati, ma ho deciso di concentrarmi sui seguenti:

Concludo questa rapida carrellata, con un articolo che non è stato pubblicato sul mio blog, ma su Webhouse, lo cito qui perché in quel testo ho cercato di individuare le tendenze che plasmeranno il settore del web marketing nel corso del 2015, pertanto è perfetto per salutare voi, e il 2014.

http://www.webhouseit.com/web-marketing-cosa-aspettarci-nel-2015/

2014 Best Moments