A volte ritornano

9 aprile 2011 - Internet, Notizie - Nessun Commento
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A volte ritornanoCiao a tutti, oggi ho deciso che cercherò di aggiornare più spesso questo blog, inizialmente almeno una volta a settimana, presumibilmente nei weekend, poi si vedrà.

Cercherò ogni settimana di riassumervi molto brevemente alcune di quelle che secondo me sono le notizie più interessanti sull’informatica, la tecnologia e naturalmente il web, ma non solo. Inoltre, visto che questo è un blog personale, vi racconterò un po’ di fatti miei, oltre a commentare le news suddette. Scriverò di cosa mi sto occupando lavorativamente e anche, perché no, cosa faccio nel (poco) tempo libero.

Ad esempio, domani, alle 17:00 presso la sede dell’Università di Ca’ Foscari a Venezia, in cui mi sono laureato nel 2002, me ne vado ad un concerto Pro Giappone. Si tratta di un concerto de “La mente di Tetsuya” (lamenteditetsuya.com) band specializzata nel riproporre alcune delle più mitiche sigle dei cartoni animati anni ’70, ’80 e ’90.

Restando nell’angolo nostalgia, ma virando da musica e tv verso l’informatica, arriviamo alla prima news che questa settimana ho selezionato per voi e che poi, oltre al fatto che cercherò di aggiornare più spesso il blog, da il titolo a questo post.

Continua…



Ca’ Foscari Short Film Festival

31 marzo 2011 - Cinema, Cultura, Notizie, Venezia - Nessun Commento
Permalink: Ca’ Foscari Short Film Festival

Mi sono laureato a Ca’ Foscari e tra le mie passioni c’è il cinema, pertanto sono molto contento di condividere con voi la notizia che l’università Ca’ Foscari di Venezia organizzerà e gestirà nel mese di maggio un festival di cortometraggi.

La prima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival si svolgerà dal 26 al 29 maggio 2011, e sarà il primo Festival cinematografico in Europa concepito, organizzato e gestito direttamente da un’università.



New York Times Online a pagamento

18 marzo 2011 - Internet, Notizie - Nessun Commento
Permalink: New York Times Online a pagamento

L’editoria, in particolare quella digitale, è uno dei settori di mio maggior interesse, ecco quindi che non potevo non riportare la notizia, già ampiamente anticipata da parecchio tempo, che il New York Times online diventerà a pagamento.

Stavolta ci siamo, il giorno è davvero vicino, sarà il 28 marzo prossimo. Manca davvero poco e uno dei più importanti quotidiani mondiali in edizione digitale passerà dalla versione free a quella paid.

Era solo questione di tempo, dopo la crisi dell’editoria cartacea e il buon successo dei quotidiani online era inevitabile che non si potesse continuare ad offrire tutto gratis su internet o comunque guadagnando esclusivamente dalla pubblicità.

Da tempo molti siti, di quotidiani e non solo, offrono approfondimenti e servizi in abbonamento, ma quando ad intraprendere questa via è un vero mito del giornalismo, come il Times, allora la svolta è davvero epocale.

I prezzi dell’abbonamento mensile al New York Times Online andranno da 15 a 35 dollari, a seconda delle opzioni scelte. Si partirà curiosamente dal Canada per poi attuare lo switch dal 28 marzo prossimo negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

Sono molto curioso di vedere come andranno le vendite degli abbonamenti e quali servizi e contenuti “premium” verranno offerti a chi li sottoscrive.

 



Sono finiti gli IP

4 febbraio 2011 - Domini, Internet, Notizie - Nessun Commento
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ipv6.jpgTrent’anni dopo la creazione del primo indirizzo internet, la scorta di indirizzi IP è ufficialmente terminata. Ma niente paura, il passaggio ad una nuova generazione di indirizzi è già partita e, per la maggior parte degli utenti avverrà senza neppure rendersene conto.

In una recente cerimonia tenutasi a Miami, l’organizzazione che gestisce l’assegnazione degli indirizzi Internet ha distribuito gli ultimi indirizzi IPv4, avviando una riflessione su quanto il web sia ormai diventato una presenza sempre più capillare nelle nostre vite.

Ogni computer, smartphone e server Web necessita di un indirizzo IP che lo identifichi e permetta lo scambio di dati su internet. La sempre maggiore diffusione di dispositivi, fissi e mobili, in grado di connettersi alla rete, il grande successo di siti come Google o Facebook, e la costante nascita di nuovi siti web professionali e personali, grandi e piccoli, hanno fatto sì che si superasse il limite di quattro miliardi di indirizzi IP possibili con lo standard IPv4 introdotto nell’ormai lontano 1981.

Il nuovo standard che risolverà la situazione è l’IPv6, che permetterà qualcosa come 340 miliardi di miliardi di indirizzi IP. Se lo spazio garantito dallo standard IPv4 fosse paragonato ad una sfera, sarebbe un palla da golf, mentre l’IPv6 sarebbe grande quanto il sole.
Laptop, netbook, smartphone e console portatili che utilizzano la connessione al web supportano già lo standard IPv6 e, secondo l’opinione degli esperti, meno dell’1% degli utenti dovrà riconfigurare i propri dispositivi per passare a questo nuovo standard, che nei prossimi anni sarà adottato, progressivamente da tutti i siti web.



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